Il gatto exotic shorthair

exotic shorthair: origini, storia e curiosità.

L’exotic shorthair è stata selezionato a partire dall’incrocio tra il persiano e l’american shorthair, probabilmente all’origine, non ci fu un vero e proprio programma teso ad ottenere un persiano a pelo corto,

si ritiene infatti, che l’idea sia venuta per caso a Carolyn Bussey, allevatrice americana che, tra gli anni ‘50 e ‘60, aveva deciso di accoppiare un persiano con un burmese, con l’intento di ottenere un persiano choccolate. L’esperimento non diete i risultati sperati, perché dall’ibridazione nacquero solo gattini a pelo corto, d’altra parte le offrì, proprio per l’accattivante aspetto da orsacchiotto di questi cuccioli, lo spunto per selezionare un persiano a pelo corto. Non sapendo esattamente come fare, cominciò ad utilizzare molte razze: furono provati incroci con gatti blu di Russia e britsh shorthair, ma i risultati migliori si ottennero dagli accoppiamenti con american shorthair. Un’ipotesi ritenuta veritiera da alcuni allevatori, sostiene che queste ibridazioni siano state fatte per migliorare la morfologia, il tipo e i colori del mantello dell’american shorthair. Nel 1966 fu istituita una nuova classe per questi ibridi, definitivamente accettati dal 1° maggio 1967, grazie all’interessamento di Jane Martinke, giudice del CFA e sostenitrice della razza. Fino al 1977 il persiano poteva essere accoppiato con qualsiasi gatto a pelo corto: la circostanza, in una razza ibrida e molto giovane come questa, portò una scarsa uniformità dei soggetti ottenuti. Era facile vedere exotic shortair provenienti da differenti genealogie, totalmente diversi sia nell’aspetto sia nell’espressione. Oggi però questi incroci non sono ammessi e questi gatti cominciano ad acquisire una morfologia più delineata.

exotic shorthair: aspetto generale del gatto.

L’Exotic shorthair è caratterizzato da forme tondeggianti, raffinate ed in equilibrio tra loro, tanto che nessuna delle componenti del corpo deve nettamente prevalere l’una sull’altra, ma il tutto fondersi in un’unica tondeggiante forma equilibrata. La taglia è medio grande e si deve tener conto dell’evidente differenza di taglia esistente tra maschi e femmine, il corpo è brevilineo, l’ossatura pesante ma in equilibrio con la stazza, la muscolatura forte e rotonda, non deve mai però fornire l’idea di obesità o eccesso di grasso sottocutaneo; il mantello, corto e denso, contribuisce a rafforzare l’idea generale di rotondità delle forme, sostenuto da un ricco e folto sottopelo che evita che si appiattisca sul corpo. La coda deve essere corta e spessa e termina con una punta arrotondata

La testa del gatto exotic shorthair

la testa presenta un cranio grande e tondeggiante, in armonia con la stazza del soggetto, non eccessivo, bene impostato su un collo corto, forte e muscoloso, con la testa che pare incastonata tra le spalle. La faccia è anch’essa tonda, con una espressione dolce che deve fondersi in maniera armoniosa con il resto del cranio. Le guance sono larghe e potenti con zigomi pieni e prominenti. Di profilo: fronte, tartufo del naso e mento devono essere allineati sullo stesso piano verticale. Il muso deve essere rotondo, ampio e potente e permettere una perfetta articolazione e occlusione alle mascelle, con mento forte, sviluppato e arrotondato che deve fornire una adeguata rotondità all’insieme, tale che la testa deve apparire tondeggiante da qualunque inclinazione si guardi. Le orecchie devono essere piccole, avere punte arrotondate, non eccessivamente larghe o chiuse alla base, ma montate larghe e basse sulla testa, tali da non interferire con il generale aspetto tondeggiante della testa stessa. Sono molto apprezzati ciuffetti di pelo che fuoriescono dai padiglioni auricolari, ma non ciuffetti di pelo intorno al bordo esterno del padiglione. Il naso deve avere un tartufo largo posizionato possibilmente sulla stessa linea che passa per la base delle orbite, con narici grandi, non stenotiche. Lo stop pronunciato e profondo, deve essere centrato e piazzato esattamente tra gli occhi, le canne nasali sono cortissime ma presenti e visibili. Gli occhi devono essere tondi, senza angoli, grandi e ben distanziati tra loro, in evidenza ma non eccessivamente prominenti, sgradita una eccessiva ed evidente lacrimazione; il loro colore, in abbinamento con il colore del mantello, deve essere il più intenso possibile, mai comunque slavato o troppo chiaro

Il corpo dell’exotic shorthair

il corpo deve essere compatto, basso sulle zampe, ma non eccessivamente lungo in quanto deve rispecchiare il tipo brevilineo. Deve essere largo e profondo sia sul petto, che presenta una gabbia toracica ampia e tonda, sia nelle spalle, che devono essere arrotondate e avere la stessa larghezza dei fianchi. La schiena è dritta, corta, con un addome rotondo. Pur essendo il gatto di forme rotonde, deve possedere una muscolatura forte e compatta e non deve mostrare alcun segno di evidente obesità. Le gambe devono avere un’ossatura potente, sostenuta da altrettanto poderose masse muscolari. Le zampe sono corte e robuste, dritte e mai arcuate, presentano piedi rotondi e massicci con cinque dita sulle zampe anteriori e quattro sulle zampe posteriori. Sono graditi e apprezzati folti ciuffi di pelo tra i polpastrelli. La coda deve presentare un pelame corto ma molto folto che termina con l’estremità arrotondata molto spessa alla base e corta, qualora ripiegata sulla schiena non deve superare in lunghezza l’articolazione della spalla, ne essere più corta almeno della metà del tronco

Il mantello dell’exotic shorthair

il mantello è corto e denso di consistenza felpato, tipo orsacchiotto di pelouche; è tollerato leggermente più lungo rispetto agli altri shorthair, ma non deve essere mai semilungo, ed è lucido su tutto il corpo. Un folto sottopelo rende voluminoso il mantello il quale in posizione eretta del soggetto, deve essere vaporoso e non aderente al corpo. A seconda della stagione, vi possono essere delle notevoli variazioni di condizione del mantello che devono essere valutate in fase di giudizio; deve essere sempre pulito, ben tolettato e con assoluta assenza di zone infeltrite. Il colore del mantello deve essere sempre ben definito e i disegni dei diversi pattern delineati, anche nei soggetti adulti. Eventuali difformità del mantello rispetto a quanto descritto finora, sono ammesse solo in cuccioli fino a sei mesi d’età e comunque già a 10 mesi il mantello deve essere definito e non più tollerate variazioni evidenti.

L’alimentazione dell’exotic shorthair

Predilige un’alimentazione variata, un misto tra cibo secco come le crocchette e cibo umido in scatoletta. Ha bisogno di avere apporti vitaminici e calcio fino a un anno di età. Come con il persiano, il ricorso all’integrazione con carni fresche (pollo lesso tritato, del macinato scottato leggermente, pesce bollito diliscato) è consigliato, così come pure l’alimentazione con cibo BARF. Le crocchette, vanno lasciate a disposizione sempre nella dose giornaliera, L’umido invece, è meglio non lasciarlo troppo tempo esposto perché si deteriora facilmente. Preferisce ciotole larghe a bordi bassi per nutrirsi correttamente; per l’umido usare un piattino. Acqua fresca minerale naturale, (mai di rubinetto perché ricca di calcio e cloro) sempre a disposizione e cambiata giornalmente.

Il carattere dell’exotic shorthair

L’exotic shorthair è più attivo del suo cugino persiano, ama essere accarezzato e ammirato e ci prende gusto a stare con i riflettori puntati. Intelligente e dolce, affettuoso ma pigro: è un gatto di contrasti, con un carattere perfetto per la vita d’appartamento; dorme infatti molto e miagola poco. Mai invadente, se ha a disposizione un giardino o uno spazio all’aperto, si diverte a fare il cacciatore di topi, come il suo antenato american shorthair. Non predilige assolutamente rimanere da solo e per questo accetta di buon grado la compagnia di altri animali domestici presenti in casa. Socievole, ama sia grandi che piccini; è infatti facile da educare e gestire, docile, ha però un forte temperamento, leggermente più intraprendente del persiano ma mai aggressivo.

Di quali cure ha bisogno l’exotic shorthair

Frutto di una selezione operata dall’uomo, è poco incline alla vita all’aperto e ha bisogno di un ambiente confortevole e ben protetto. E’ il micio ideale per chi ama il persiano, ma non se la sente di affrontare l’impegno quotidiano della sua toletta: un exotic è sufficiente sia pettinato e spazzolato una o due volte la settimana, più spesso nel periodo della muta, quando si dovrebbe possibilmente fare anche un bagno per rimuovere il fittissimo sottopelo. Come nei persiani, per la particolare morfologia del muso, gli occhi possono lacrimare copiosamente negli esemplari troppo ipertipici, tutti i giorni devono comunque essere puliti delicatamente con una garza leggermente imbevuta di acqua tiepida. E’ un gatto docile e si sottopone serenamente a tutte le operazioni di pulizia.

La riproduzione dell’exotic shorthair

La femmina si deve far accoppiare dopo l’anno di età. La gestazione ha una durata di circa due mesi. Non è una razza molto prolifica e le femmine devono sempre essere vigilate durante il parto, per le notevoli dimensioni dei cuccioli, in quanto si possono verificare problemi durante il parto. Partoriscono in media da un minimo di 2 a un massimo di 6 cuccioli. I cuccioli devono essere svezzati intorno al mese di età, con cibo facilmente digeribile.

Disclaimer: la descrizione qui riportata è stata realizzata tenendo conto dei principali standard. L’uso dei disegni è stato gentilmente concesso da ICB (International Cat Book) e i contenuti sono protetti dalla Creative Commons License – Attribuzione non commerciale, non opere derivate.

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