I vermi nel gatto: riconoscere i sintomi.

La filariosi

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Filaria

E’ una malattia parassitaria caratterizzata dalla presenza di larve di filaria (lunghi vermi biancastri) nel cuore e nelle arterie polmonari del gatto. Le filarie penetrano nell’organismo tramite la puntura di zanzare molto diffuse in Italia. La zanzara succhia il sangue di un animale infetto, nel quale sono presenti larve circolanti, e con la successiva puntura introduce le filarie in un altro gatto.

Le larve divengono adulte in circa quattro mesi ( periodo in cui non si nota alcun sintomo della malattia ) e colonizzano il cuore dell’animale causando uno stato di sofferenza variabile. In casi gravi il gatto può morire. I sintomi principali della malattia sono correlati alla alterata funzionalità del cuore e ai problemi respiratori: facile stancabilità, riluttanza a correre e giocare, tosse e nei casi più gravi, svenimenti, crisi respiratorie, morte per collasso cardio-circolatorio.

Per ottenere una diagnosi precisa occorre effettuare un prelievo di sangue sul quale vengono eseguiti test specifici ed esami microscopici. Il modo più razionale per affrontare la malattia è la prevenzione. Esistono farmaci che eliminano le larve di filaria non appena entrano nell’organismo. Se le filarie sono già nel cuore la terapia è più rischiosa e non sempre efficace.

I vermi piatti: tenie

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Verme tenia

Tra i vermi piatti, le tenie (dipylidium caninum) e (Echinococcus granulosus) sono caratterizzate da un corpo lungo a forma di nastro e segmentato (tali segmenti uniti tra loro sono chiamati proglottidi). Hanno una lunghezza che varia da alcuni centimetri a qualche metro. La testa delle tenie sono munite di uncini che si attaccano all’intestino, mentre le proglottidi più mature sono piene di uova e sono espulse all’esterno con le feci. Queste uova sono ingerite da un ospite intermedio come a esempio la pulce che, dopo essere stata nuovamente inghiottita dall’animale, permette al parassita di ricominciare il suo ciclo.

Se il vostro gatto è affetto da Tenia, manifesterà prurito anale, leccamento e strusciamento della regione perianale sul terreno. Inoltre si possono vedere proglottidi nelle feci o nelle vicinanze dei peli della regione perianale.

Gli anchilostomi o vermi uncinati

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Anchilostomi

Sono forniti di 3 paia di uncini che si attaccano alla mucosa intestinale per succhiare il sangue dell’animale. È praticamente impossibile vederli a occhio nudo. Sono molto prolifici e possono produrre, in una giornata, fino a 10.000 uova, le quali, in ambiente favorevole danno origine in pochi giorni a forme larvali molto resistenti. L’infestazione avviene sia per ingestione delle larve sia per via cutanea, attraverso i follicoli piliferi. I parassiti passano quindi nel sangue e nei polmoni. Da qui le larve risalgono nella trachea e sono deglutite per poi diventare adulte nell’intestino. I sintomi spaziano dalla diarrea all’anemia che porta l’animale a un progressivo dimagrimento.  La diagnosi è fatta dal veterinario tramite l’esame delle feci.

Toxocariosi o malattia della larva migrans viscerale: gli ascaridi

Sono i parassiti più diffusi, di forma cilindrica, di lunghezza che varia dai 6 ai 12 cm. e con un diametro di circa 3-5 mm. Sono di colore bianco rosato e colpiscono in particolare i cuccioli, che sono infestati dalla madre attraverso la placenta e con il latte. Gli ascaridi vivono nell’intestino tenue del gatto, depositano un notevole numero di uova e si nutrono di chimo (il prodotto della digestione dei succhi gastrici). Sono molto longevi (fino a 4-5 anni). Durante questo periodo possono essere ingeriti da un nuovo ospite e ricominciare così il loro ciclo biologico. Questa straordinaria longevità spiega le continue reinfestazioni che si verificano negli allevamenti e in tutti i luoghi che ospitano i gatti, se non sono opportunamente disinfestati. I sintomi principali sono: ritardo nello sviluppo dell’animale e anemia; nei cuccioli si manifesta con la caratteristica forma addominale a botticella(ventre batraciano). In caso di massive infestazioni, si possono verificare sintomi nervosi, rachitismo, dissenteria e febbre. La prognosi in genere è favorevole, ma nei casi gravi possono esserci complicazioni anche letali. I farmaci in commercio non esercitano alcuna attività contro le forme larvali localizzate nei muscoli. Per questo motivo il trattamento fatto alle mamme non può impedire le infestazioni prenatali.

I tricuridi

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Tricuridi

Sono vermi molto piccoli ma assai pericolosi per le gravi conseguenze che provocano nell’organismo animale. Sono lunghi 3 o 4 cm e assomigliano ad una frusta. Al microscopio le uova assomigliano a piccolissimi limoni. Tali parassiti albergano nell’intestino cieco e, una volta impiantati nello spessore della mucosa intestinale, ne succhiano il sangue. Si consiglia di consultare ciclicamente il vostro veterinario, il quale, a seconda del caso, vi prescriverà il farmaco più adatto. I Danni alla salute provocata dai parassiti sono di molteplice natura: azione meccanica, con compressione di alcuni organi e occlusione di alcuni canali; azione spogliatrice, in quanti si nutrono alle spalle del soggetto infestato; azione tossica, poiché alcuni parassiti inoculano un veleno emolitico (anchilostoma); azione traumatica, dato che alcuni parassiti producono ferite nell’intestino (tricocefalo anchilostoma) o in altri organi; azione batterica, in quanto nella ferita prodotta dal parassita si impiantano germi presenti nell’intestino (centinaia di milioni per grammo di feci) e si producono infezioni alla parete intestinale (enterite, gastroenterite etc.) e infine ad azione irritativa,poiché in quanto corpi estranei tutti i vermi producono irritazioni .

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