Il gatto balinese

Balinese:  origini, storia e curiosità.

La storia del gatto balinese è abbastanza recente. L’origine al di la del nome esotico che ricorda l’eleganza delle danzatrici della famosa isola di Bali, è statunitense.

La storia del gatto balinese è legata a quella del gatto siamese, tipo che nel corso del 1900 ha rischiato più volte di estinguersi per l’esiguità dei soggetti e la stretta consanguineità utilizzata nella sua selezione, per cui gli allevatori utilizzarono diverse altre varietà, tra le quali il gatto d’Angora, per rinvigorirla; è possibile anche ipotizzare che lo avessero fatto per ottenere una varietà di Siamese a pelo lungo, che però in tempi brevi non diede i risultati sperati, fatto sta che verso la fine degli anni 40 cominciarono a nascere nelle cucciolate di siamese, gattini col mantello semi-lungo. Inizialmente questi gatti non vennero presi in considerazione fin quando due allevatrici Marian Dorsey, californiana e Helen Smith, newyorkese, cominciarono ad allevarli e a selezionarli riuscendo a fissare il carattere del mantello semi-lungo negli anni 60. Grazie al loro impegno riuscirono a far riconoscere nel 1970 questa nuova varietà denominata balinese dalla C.F.A. e dalla T.I.C.A. In Europa la F.I.Fe fece lo stesso nel 1983.

Aspetto generale del gatto balinese

Il gatto balinese per la quasi totale mancanza di sotto-pelo è un gatto abbastanza freddoloso perciò vive benissimo in casa lontano dai rigori del tempo. Gatto di taglia media, dovrebbe essere un animale ben bilanciato con la testa, le orecchie e il collo situati su un lungo corpo flessuoso e aggraziato, supportato da gambe e piedi sottili, con una coda proporzionata e un mantello medio-lungo, fine e di tessitura setosa e con i classici points; l’espressione vigile e intelligente. Riunisce in sé un concentrato di contraddizioni: elegante raffinatezza abbinata ad una corporatura solida e muscolosa.

La testa del gatto Balinese

La testa è allungata e si assottiglia a forma di cuneo, di media grandezza, ben proporzionata rispetto al corpo. E’ inscritta nel triangolo formato dalle linee che congiungono il naso alla punta delle orecchie. Il cranio è leggermente convesso. La fronte è piatta. Il profilo, perfettamente dritto, è una lunga linea retta che passa dal bordo superiore della testa fino alla punta del naso, senza alcun rigonfiamento sopra gli occhi e senza pieghe o accenno di stop. Il muso è affilato con mascelle di medie dimensioni. Il naso lungo e dritto, continua la linea della fronte senza stop. Il mento è fermo e deve essere in linea con la punta del naso. La maschera deve coprire tutto il viso, compreso il porta-baffi, ed essere collegata alle orecchie. Le orecchie sono grandi, larghe alla base, posizionate ai lati della testa e ben appuntite, definiscono idealmente, proseguendo le linee del cuneo, i lati del triangolo formato dalla testa. Ben ricoperte di pelo in alcuni casi possono presentare dei ciuffi alle estremità. Gli occhi sono di un colore blu intenso, di taglia media, a mandorla e leggermente obliqui rispetto alla canna nasale, in modo da accentuare l’armonia con la forma triangolare delle testa, né sporgenti né incassati o strabici, sono  posti ad una distanza non inferiore alla larghezza di un occhio tra gli stessi. Il collo è lungo, slanciato ed elegante.

Il corpo del gatto Balinese

Il corpo di medie dimensioni è di tipo orientale, agile e aggraziato, longilineo, con spalle e anche della stessa grandezza, dotato di ossatura sottile e una forte muscolatura. Fianchi mai più larghi delle spalle. Addome stretto. Il maschio può essere un pò più grande della femmina. Le zampe sono sottili e proporzionate al corpo. Le posteriori sono leggermente più lunghe delle anteriori. I piedi sono piccoli e ovali con cinque dita davanti e quattro dietro, con ciuffetti di peli tra le dita. Il corpo, le zampe e piedi dovrebbero essere tutti in proporzione, dando al tutto un aspetto ben bilanciato. La coda è lunga e sottile che si assottiglia in una punta fine.

Il mantello del gatto Balinese

Il mantello semilungo e setoso, è ben aderente al corpo per la scarsezza del sottopelo. I peli sono più lunghi su collo, ventre e coda. Per il colore sono ammesse le quattro varietà del Siamese: Seal point, Blù point, Chocolate point e Lilac point, nonché i red, cream, tabby e tortie. Il colore dei points deve essere uniforme e in netto contrasto col colore del corpo; le estremità non devono contenere ticking o peli bianchi. Da notare che negli Stati Uniti i gatti che presentano mantello semi-lungo e le colorazioni con le punte red, cream, tabby, smoke e tortie sono chiamati Giavanesi. In Europa la F.I.Fe riconosce il balinese come siamese a pelo semi-lungo nelle quattro varietà seal, blue, chocolate e lilac; riconosce come giavanese tutti gli orientali a pelo semi-lungo.

L’alimentazione del gatto Balinese

L’alimentazione del balinese deve considerare le necessità nutrizionali di una varietà vivace e attiva. È consigliabile impostare una dieta ricca di proteine e grassi, ma povera di carboidrati (perché non facilmente digeribili). Di base è un animale molto goloso e se lasciato nutrirsi da solo, rischia di diventare obeso.Come qualunque altro gatto, è un carnivoro obbligato nato per mangiare carne cruda, questo è sicuramente l’alimento più appropriato per lui. La carne cruda contiene tutte le sostanze di cui il gatto ha bisogno, in particolare la taurina. I benefici riscontrabili con questo tipo di alimentazione sono sia fisici che psichici e si possono notare nella qualità delle feci, nella lucentezza del pelo e nei denti, meno colpiti dal tartaro rispetto ad altri tipi di alimentazione, pare inoltre che un gatto che si nutre di cibo naturale,    si ammali meno. Però la BARF (acronimo di Bones and Raw Food che significa Ossa e Cibo Crudo) possiede anche degli svantaggi: appetibilità più bassa rispetto al cibo industriale, una maggiore predisposizione ad alcune infezioni del tratto intestinale, qualora il cibo non sia di qualità eccelsa e un costo leggermente più alto rispetto ad altri prodotti industriali. D’altra parte i cibi secchi, molto comodi soprattutto d’estate in quanto si mantengono inalterati nella ciotola per ore, hanno un tasso di carboidrati generalmente elevato rispetto al massimo 4-5% di cui ha bisogno il gatto. Il cibo umido, anche industriale, purchè di ottima qualità, presenta il vantaggio di favorire l’idratazione. Non presenta particolari problemi di obesità, se gli lasciamo del cibo a disposizione, lo consuma secondo le sue esigenze, senza mai eccedere.

Il carattere del gatto Balinese

Il balinese è particolarmente attivo e intelligente, dal temperamento vivace ed imprevedibile, è in grado di dare e pretendere affetto dal padrone in modo possessivo. E’ un gatto molto comunicativo è in grado di emettere miagolii più morbidi rispetto al Siamese. E’ dotato di un carattere molto forte, sempre attivo, che odia la solitudine perciò sta benissimo con persone che dividono molto tempo con lui e dalle quali riceve e pretende coccole in continuazione.

Di quali cure ha bisogno il gatto Balinese

Il pelo del gatto balinese necessita di una cura costante: deve essere spazzolato dalle 3 alle 4 volte a settimana, frequenza che dev’essere aumentata nei periodi relativi ai cambi di stagione.

La riproduzione del gatto Balinese

Il comportamento riproduttivo del gatto balinese non è dissimile da quello di altre varietà di gatto domestico; una loro particolarità e la precocità: le femmine hanno il ciclo estrale due o tre volte all’anno, già a partire  dal quinto mese di vita, mentre i maschi possono alla stessa età, segnare il territorio con gocce di urina ed emettere forti richiami vocali.

 

Disclaimer: la descrizione qui riportata è stata realizzata tenendo conto dei principali standard. L’uso dei disegni è stato gentilmente concesso da ICB (International Cat Book) e i contenuti sono protetti dalla Creative Commons License – Attribuzione non commerciale, non opere derivate.

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