Il gatto himalayano

Origini,  storia e curiosità sul gatto himalayano.

L’Himalayano è un gatto splendido con il corpo e il manto di un gatto persiano, ma con il colore e gli occhi blu del siamese.

Questi gatti sono stati selezionati in Europa e Nord America, nati dall’ibridazione di persiani e siamesi, denominati “himalayani” per la similitudine di  colore con una razza di coniglio che porta appunto questo nome. Attualmente è considerato più come una varietà di colore del Persiano che non come una razza propria. Inoltre il fatto che i primi esemplari, una volta fissato il colorpoint, siano poi  stati accoppiati preferibilmente con persiani, ha ulteriormente rafforzato questa idea. La storia dell’Himalayano comincia nel 1931, quando Virginia Cobb e il Dr. Clyde Keeler (Harvard Medical School) iniziano un programma di allevamento sperimentale con lo scopo di studiare le leggi sull’ereditarietà, al fine di ottenere un gatto a pelo lungo colorpoint. Cinque anni più tardi, nasce il primo gattino himalayano e la pubblicazione di un articolo  su un giornale scientifico americano. In seguito il programma di allevamento fu abbandonato, avendo raggiunto lo scopo  prefissato. Nel 1950 in Inghilterra, un Colorpoint a pelo lungo randagio, fu  trovato da Brian Stirling-Webb. Chiamò il gatto “Bubastis Georgina” e insieme alla signora SM Harding, inizia un lavoro di selezione per sviluppare ulteriormente questa varietà. Nello stesso anno in Canada, Ben Borrett, allevatore e giudice di bestiame nel sud dell’Alberta, inizia a lavorare su un programma di allevamento simile, per creare un gatto colorpoint a pelo lungo. Lui e sua moglie Ann, importano diversi soggetti colourpoint da Brian Stirling-Webb. Inoltre, sempre nel 1950, Margherita Goforth, un’artista Californiana e allevatrice di gatti, accetta di prendersi cura del gatto di un amico, che era stato preso alla San Diego Humane Society di colore seal point. Ispirata dal suo aspetto, Miss Goforth riceve il permesso di utilizzare questo gatto per iniziare un programma di allevamento con il fine di creare un gatto di tipo persiano, con la colorazione siamese. Nel 1955 in Inghilterra, la GCCF riconosce il persiano Colourpoint e fin dall’inizio, in questa associazione, il Colourpoint è parte della razza persiano e non di una razza a se. Nel 1957 in Canada, i coniugi Borrett mostrano due dei loro gatti importati, in una mostra ACFA a Calgary e sono poi invitati a scrivere lo standard per la razza dell’Himalayano. Questo standard è stato utilizzato dalla signora Goforth nello stesso anno, per richiedere con una petizione il riconoscimento in CFA dell’himalayano come una nuova razza, riconoscimento che viene concesso. Negli anni successivi, la signorina Goforth deplora il fatto che in molti chiedano che l’Himalayano sia riconosciuto come una varietà di colore del persiano, scrivendo nel 1960 ” …sento da molti anni dire che il gatto himalayano dovrebbe essere riconosciuto come una varietà di colore di gatti a pelo lungo…”.

Himalayano: aspetto generale del gatto. 

I gatti appartenenti a questo gruppo morfologico specifico o razza, sono caratterizzati da forme tondeggianti, raffinate e in equilibrio tra loro, tanto che nessuna delle componenti del corpo deve prevalere nettamente sull’altra.  Il gatto nell’insieme sembra fondersi in un’unica  forma tondeggiante ed equilibrata.  Questi gatti sono di taglia medio grande, le femmine sono più piccole rispetto ai maschi. Il corpo è brevilineo, l’ossatura è pesante, la muscolatura è forte. Il mantello, lungo e sericeo, sostenuto da un ricco e folto sotto-pelo, contribuisce a rafforzare l’idea generale di rotondità delle forme. La coda è corta e spessa, con un folto ciuffo di pelo che termina con la punta arrotondata assomigliando ad un pennacchio.

 

La testa del gatto himalayano

La testa si presenta grande e rotonda, in armonia con la stazza del soggetto, non eccessiva, bene impostata su un collo corto, forte e muscoloso. Le guance sono rotonde e ben  sviluppate con zigomi pieni e prominenti; l’espressione è dolce. Di profilo: fronte, tartufo del naso e mento sono allineati sullo stesso piano verticale. Il muso è rotondo, largo con mento forte e sviluppato. Le orecchie sono piccole, con punte arrotondate, non eccessivamente larghe o chiuse alla base, montate lateralmente e basse, non interferiscono con l’aspetto tondeggiante della testa che appare tale da qualunque inclinazione la si guardi.Alcuni soggetti presentano ciuffetti di pelo che fuoriescono dai padiglioni auricolari. Il tartufo presenta narici larghe,  è posizionato tra due linee parallele, una che passa per la base delle orbite, l’altra che attraversa la mediana degli occhi. Lo stop è pronunciato e profondo, il setto è centrato e piazzato esattamente tra gli occhi, le canne nasali sono corte. Gli occhi, hanno un colore blu azzurro, più intenso è meglio è, sono tondi, senza angoli, grandi e ben distanziati tra loro, in evidenza ma non eccessivamente prominenti.

Il corpo del gatto himalayano 

Il corpo è compatto, basso sulle zampe, di tipo brevilineo. Il petto è largo e profondo, presenta una gabbia toracica ampia. Le spalle sono arrotondate ed hanno la stessa larghezza dei fianchi. La schiena è dritta, corta, l’addome è rotondo. Possiede una muscolatura forte e compatta; Le zampe sono corte, dritte, con ossatura robusta, sostenute da masse muscolari altrettanto solide. I piedi sono rotondi e grandi con cinque dita sulle zampe anteriori e quattro sulle zampe posteriori. Alcuni soggetti presentano folti ciuffi di pelo tra i polpastrelli. La coda è fornita di un folto ciuffo di peli a pennacchio che termina con l’estremità arrotondata, è corta e molto spessa alla base; qualora ripiegata sulla schiena non supera in lunghezza l’articolazione della spalla, ne è più corta della metà del tronco, è fornita di un folto ciuffo di peli  che termina  con la punta arrotondata che assomiglia a un pennacchio.

Il mantello del gatto himalayano

Il mantello è lungo e denso, sericeo, lucido e voluminoso su tutto il corpo. Le spalle sono avvolte, insieme al collo e al petto, da una folta gorgiera; il colore è ben definito sia nei giovani sia nei soggetti adulti. Un folto sotto-pelo rende voluminoso il mantello che si presenta vaporoso e non aderente al corpo. Le condizioni del mantello possono variare secondo le stagioni, presentandosi più ricco nelle stagioni fredde e meno in quelle calde. Le colorazioni permesse in esposizione sono:

  • seal point: il corpo assume una sfumatura dorata e le estremità sono bruno focato;
  • blu point: il corpo è bianco-grigio e le estremità sono blu;
  • chocolate point: il corpo è color avorio chiaro, e le estremità sono color cioccolato;
  • lilac point: il corpo è di color avorio in varie tonalità chiare e le estremità sono sul beige rosato molto pallido;
  • red point: il corpo è bianco sporco e le estemità sono rosse o arancio vivo, più sono scure, meglio è;
  • cream point: ha il corpo sempre bianco e le estremità crema o rosso chiaro

L’alimentazione del gatto himalayano

Ha praticamente le stesse esigenze alimentari del  cugino persiano.

Il carattere del gatto himalayano

Forse le maggiori differenze tra un persiano e un himalayano, a parte che nel colore, si notano proprio nel carattere. Si dimostra sempre parecchio vivace e “chiacchierone”, anche se non invadente. Gli piace giocare, ama stare in compagnia e ha il tipico vocalizzo del siamese, acuto ma gradevole. Simpatico e pacato, il gatto himalayano è un ottimo compagno anche per anziani e bambini. Curioso come il gatto siamese ma molto, molto più silenzioso, è un buon cacciatore che ama stare all’aria aperta, ma del persiano, ha appreso l’arte della pigrizia, passa quindi molte ore del suo tempo a sonnecchiare. Molto attento ai bisogni del suo padrone accetta di essere preso in braccio molto volentieri e di essere spazzolato con calma, adora i giochi per gatti ed è molto intelligente, tanto da rispondere ai comandi del suo padrone.

Di quali cure ha bisogno il gatto himalayano

Ha praticamente le stesse esigenze del  cugino persiano. 

La riproduzione del gatto himalayano

Ha praticamente lo stesso comportamento riproduttivo del  cugino persiano.

 

Disclaimer: la descrizione qui riportata è stata realizzata tenendo conto dei principali standard. L’uso dei disegni è stato gentilmente concesso da ICB (International Cat Book) e i contenuti sono protetti dalla Creative Commons License – Attribuzione non commerciale, non opere derivate.

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