Il gatto norvegese delle foreste

norvegese delle foreste:  origini, storia e curiosità.

Il gatto norvegese delle foreste ( Norsk Skogkatt come è noto nel suo paese d’origine) è un antico gatto della  penisola scandinava, le cui caratteristiche sono state tramandate oralmente nei secoli con storie e leggende.

L’origine di questo meraviglioso felino va ricercata nella lontana Norvegia, ricca di leggende e miti, dove la fantasia ed i sogni si confondono con la realtà, un mondo dove creature magiche come folletti e fate si nascondono all’occhio umano. La spiegazione più plausibile per l’alta incidenza di gatti delle foreste in Norvegia, è che i loro antenati erano probabilmente  gatti a pelo corto del sud Europa giunti in Norvegia come in altre parti d’Europa già in epoca preistorica. Per selezione naturale, nelle rigide ed instabili condizioni climatiche della Norvegia, sono sopravvissuti solo gli individui più forti e robusti, con pelo fitto e altri adattamenti a questo ambiente impervio e spesso ostile. La storia dei gatti delle foreste norvegesi è ricca di leggende legate al popolo dei Vichinghi, che lo consideravano un animale sacro, tanto che lo scelsero come loro fedele compagno nei lunghi viaggi sui mari per proteggere le stive dall’assalto dei topi, divenendo in poco tempo, anche il gatto che custodiva le loro case. Le grandi foreste e le rigide temperature della penisola scandinava, sono pertanto lo scenario in cui si è formato il “gatto dei boschi”. Negli anni ’30 questo felino rischiò di scomparire se l’uomo non fosse intervenuto; forti disboscamenti causarono uno squilibrio ambientale della flora e della fauna nordica, spingendo così i gatti delle foreste verso i centri urbani, generando l’inevitabile promiscuità con i gatti domestici. Già prima della Seconda Guerra Mondiale un gatto delle foreste venne presentato in una mostra a Oslo e dopo la guerra pochi ammiratori continuarono con il piano di preservare il tipo, utilizzando i migliori e più adatti esemplari disponibili. Nel 1943 fu pubblicato in Norvegia un libro di A. Reidar e K. Lund che suscitò grande interesse per il gatto norvegese delle foreste, in quanto gettava le basi per l’allevamento in selezione. Nel settembre del 1972 il gatto delle Foreste fu accettato dalle associazioni Norvegesi, ottenendo uno standard preliminare. Nel 1973 la selezione iniziò ufficialmente con la femmina di Edel Runas – Pippa Skogpuss, accoppiata con il maschio di Nylunds – Pans Truls, con l’intento di salvare uno dei gatti più naturali nel panorama felino. Nel dicembre del 1975 un gruppo di allevatori, appassionati e impegnati al suo recupero, si riunisce fondando il Norsk Skogkattring (club dei Gatti delle Foreste Norvegesi), che nel 1976 viene ufficialmente riconosciuto dalla FIFè (Fédération Internationale Féline) e, successivamente, da tutte le altre associazioni internazionali.

 Aspetto generale del gatto norvegese delle foreste

Il gatto norvegese delle foreste è di taglia grande, lungo, di costituzione robusta e con solida struttura ossea. Possiede  orecchie grandi, larghe alla base, appuntite, con ciuffetti auricolari simili a quelli della lince, altra peculiarità anatomica della razza sono i piedi grandi e palmati che gli facilitano gli spostamenti sulla neve.

 

La testa del gatto norvegese delle foreste

 

La testa ha la forma di triangolo equilatero, tutti i lati hanno la stessa lunghezza; visto di profilo evidenzia una buona altezza e un profilo rettilineo, diritto senza depressioni. la fronte è leggermente arrotondata, lunga, inclinata indietro. Il naso è lungo, dritto dalla punta alla fronte senza interruzione o accenno di stop,  il mento è forte, fermo, leggermente arrotondato. La museruola  segue la linea triangolare della testa, con nessun accenno di pizzico o di blocco al porta- baffi. I maschi adulti, maturando, mostrano un allargamento della testa e una maggiore apertura del triangolo formato dalla punta delle orecchie e il mento. Le orecchie sono grandi, larghe alla base, appuntite, i loro contorni seguono la continuazione delle linee della testa fino al mento, quando sono in allerta si inarcano in avanti. Ciuffi auricolari simili  a quelli della  lince sono desiderabili ma non obbligatori, ciuffi di pelo si estendono al di là del bordo esterno di ogni orecchio. Occhi grandi e leggermente ovali, ben aperti e leggermente obliqui ed espressivi, con una espressione vigile. Sono ammessi tutti i colori; il colore degli occhi deve essere uniforme e corrispondere al colore del mantello,  gli occhi impari o blu, sono ammessi solo su gatti bianchi o con bianco. Il collo di media lunghezza è fortemente muscoloso.

 Il corpo del gatto norvegese delle foreste

Corpo lungo di solida struttura muscolare ed ossea e ben equilibrato, con un aspetto potente, mostra una linea dorsale robusta, un petto ampio e di notevole circonferenza senza essere grasso. Il fianco ha grandi profondità. I maschi dovrebbero essere grandi e imponenti;  le femmine possono essere più raffinate e più piccole. Alto sulle zampe robuste e tonde, le posteriori più alte delle anteriori. Piedi : Grandi, rotondi, palmati, con parecchi ciuffi di pelo tra le dita. Cosce fortemente muscolose. Viste da dietro, schiena e zampe sono dritte; viste di fronte, le zampe anteriori sembra abbiano le dita fuori. Coda lunga e folta. Ripiegata la lunghezza auspicabile deve raggiungere almeno le scapole, ma preferibilmente  essere uguale alla lunghezza del corpo, dalla base della coda fino alla base del collo.

 Il mantello del gatto norvegese delle foreste

Mantello: semi lungo, il sotto pelo lanoso è ricoperto da un pelo liscio e idrorepellente. Questo pelo lucido copre la schiena, i fianchi e la parte superiore della coda, un gatto in piena forma ha una grande gorgiera, un folto collare e ricchi calzoncini. La parte inferiore del corpo e la parte posteriore delle zampe posteriori hanno solo sottopelo. Il pelo può essere più ampio in inverno,  perché il denso sottopelo si sviluppa bene in questa stagione. Pelo morbido, il tipo e la qualità del mantello sono di primaria importanza; il colore e il disegno sono secondari. Tutti i colori sono ammessi, compresi quelli con il bianco. Sono esclusi solo i disegni point, il color burmese, choccolate, lilac, cinnamon e fawn. Sono accettate tutte le quantità di bianco.

L’alimentazione del gatto norvegese delle foreste

Come qualunque altro gatto, è un carnivoro obbligato nato per mangiare carne cruda, questo è sicuramente l’alimento più appropriato per lui. La carne cruda contiene tutte le sostanze di cui il gatto ha bisogno, in particolare la taurina. I benefici riscontrabili con questo tipo di alimentazione sono sia fisici che psichici e si possono notare nella qualità delle feci, nella lucentezza del pelo e nei denti, meno colpiti dal tartaro rispetto ad altri tipi di alimentazione, pare inoltre che un gatto che si nutre di alimentazione naturale si ammali meno. Però la BARF (acronimo di Bones and Raw Food che significa Ossa e Cibo Crudo) possiede anche degli svantaggi: appetibilità più bassa rispetto al cibo industriale, una maggiore predisposizione ad alcune infezioni del tratto intestinale, qualora il cibo non sia di qualità eccelsa e un costo leggermente più alto rispetto ad altri prodotti industriali. D’altra parte i cibi secchi, molto comodi soprattutto d’estate in quanto si mantengono inalterati nella ciotola per ore, hanno un tasso di carboidrati generalmente elevato rispetto al massimo 4-5% di cui ha bisogno il gatto. Il cibo umido, anche industriale, purchè di ottima qualità, presenta il vantaggio di favorire l’idratazione. Non presenta particolari problemi di obesità, se gli lasciamo del cibo a disposizione, lo consuma secondo le sue esigenze, senza mai eccedere. 

Il carattere del gatto norvegese delle foreste

Nonostante  l’aspetto da gatto selvaggio, il Norvegese delle Foreste è un “Gigante Buono”, molto socievole ed affettuoso, intelligente e di carattere dolce, ama molto farsi coccolare e giocare, ha bisogno di molte attenzioni, ma non si lascia manipolare facilmente: è fiero e gran chiacchierone, molto curioso, impossibile estraniarlo dalla vita di casa, vuol sapere cosa state facendo e spesso vi insegue per casa con dolci miagolii. Si attacca particolarmente al suo padrone e si adatta bene alla vita in appartamento, basta lasciargli a disposizione dei giochi e un tiragraffi.  Ama in modo particolare l’acqua e davanti ad un acquaio pieno si trasforma in un abile nuotatore.

Di quali cure ha bisogno il gatto norvegese delle foreste

Essendo una razza naturale (cioè non manipolata dall’uomo), il mantello del gatto norvegese delle foreste ha bisogno di pochissima manutenzione, pur avendo un pelo folto con un sottopelo lanoso e morbido come il cashmere, non ha bisogno di cure particolari, non è assolutamente impegnativo come parrebbe, raramente il pelo si annoda, basta spazzolarlo tutti i giorni nel periodo di muta con un pettine antistatico a denti larghi, fuori dal periodo di muta è sufficiente una volta o due volte alla settimana.

 La riproduzione del gatto norvegese delle foreste

Non dissimile da quello di altri gatti selezionati da compagnia,  alcuni maschi, già a 7 mesi sono attivi sessualmente, altri hanno uno sviluppo più lento, intorno ai 10 – 12 mesi di età, in rari casi anche oltre. La femmina del gatto norvegese delle foreste raggiunge la maturità sessuale intorno ai 7-9 mesi, ma è bene attendere per la prima cucciolata il compimento dell’ anno di età. Le cucciolate spesso sono numerose, non sono rari parti di 6 -7 cuccioli. La mamma di solito è molto attenta alla loro crescita e riesce ad occuparsi di tutti senza nessun problema.

Disclaimer: la descrizione qui riportata è stata realizzata tenendo conto dei principali standard. L’uso dei disegni è stato gentilmente concesso da ICB (International Cat Book) e i contenuti sono protetti dalla Creative Commons License – Attribuzione non commerciale, non opere derivate.

 

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