Il gatto orientale

Orientale:  origini, storia e curiosità.

Il gatto orientale a pelo corto è stato ottenuto in Inghilterra, intorno alla metà del XX secolo, incrociando gatti provenienti dalla Thailandia, gatti comuni e abissini.

L’obbiettivo era ottenere esemplari con tutte le caratteristiche dei siamesi eccetto che per  la colorazione, che deve essere non point e il colore degli occhi che deve essere verde o ambra. I primi esemplari ottenuti presentavano mantello di colore marrone scuro. Questa varietà è nota con il nome di havana brown. In seguito furono selezionati anche orientali di altre colorazioni (e il lavoro di selezione continua). La razza orientale a pelo corto è stata riconosciuta ufficialmente intorno alla metà degli anni Settanta (nel 1976 dal CFA, nel 1977 dal GCCF e dalla FIFe). Negli Stati Uniti è chiamata anche Foreign Shorthair (Straniero a pelo corto). E’ ormai diffusa in tutto il Mondo. Esiste anche l’orientale dal mantello semilungo, detto anche mandarino, è stato ottenuto recentemente incrociando degli orientali e dei balinesi. Attualmente degli allevatori americani continuano ad accoppiare degli orientali, dei balinesi e dei siamesi per fissare meglio i caratteri. L’oriental longhair o mandarino, è stato riconosciuto a titolo provvisorio dalla C.F.A. nel 1994. La T.I.C.A. ha redatto uno standard nel 1998. Questa razza è ancora rara in Europa.

 Aspetto generale del gatto orientale

Le caratteristiche fisiche e il temperamento del gatto orientale a pelo corto sono praticamente identiche a tutte le altre specie di gatti di tipo orientale. Le differenze sono nel colore del pelo e degli occhi. Gli orientali sono selezionati in una grande varietà di colori, ad eccezione dei pattern point. Ci sono anche esemplari completamente bianchi. Gli occhi devono avere un colore verde o ambra intenso.

La testa del gatto orientale

La testa è allungata e si assottiglia a forma di cuneo, di media grandezza, ben proporzionata rispetto al corpo. E’ inscritta nel triangolo formato dalle linee che congiungono il naso alla punta delle orecchie. Il cranio è leggermente convesso. La fronte è piatta. Il profilo, perfettamente dritto, è una lunga linea retta che passa dal bordo superiore della testa fino alla punta del naso, senza alcun rigonfiamento sopra gli occhi e senza pieghe o accenno di stop. Il muso è affilato con mascelle di medie dimensioni. Il naso lungo e dritto, continua la linea della fronte senza stop. Il mento è fermo e deve essere in linea con la punta del naso. La maschera deve coprire tutto il viso, compreso il portabaffi, ed essere collegata alle orecchie. Le orecchie sono grandi, larghe alla base, posizionate ai lati della testa e ben appuntite, definiscono idealmente, proseguendo le linee del cuneo, i lati del triangolo formato dalla testa. Ben ricoperte di pelo in alcuni casi possono presentare dei ciuffi alle estremità. Gli occhi sono di un colore verde  o ambra intenso, di taglia media, a mandorla e leggermente obliqui rispetto alla canna nasale, in modo da accentuare l’armonia con la forma triangolare delle testa, né sporgenti né incassati o strabici, sono  posti ad una distanza non inferiore alla larghezza di un occhio tra gli stessi. Il collo è lungo, slanciato ed elegante.

Il corpo del gatto orientale

Il corpo di medie dimensioni è di tipo orientale, agile e aggraziato, longilineo, con spalle e anche della stessa grandezza, dotato di ossatura sottile e una forte muscolatura. Fianchi mai più larghi delle spalle. Addome stretto. Il maschio può essere un pò più grande della femmina. Le zampe sono sottili e proporzionate al corpo. Le posteriori sono leggermente più lunghe delle anteriori. I piedi sono piccoli e ovali con cinque dita davanti e quattro dietro, con ciuffetti di peli tra le dita. Il corpo, le zampe e piedi dovrebbero essere tutti in proporzione, dando al tutto un aspetto ben bilanciato. La coda è lunga e sottile che si assottiglia in una punta fine.

Il mantello del gatto orientale

Il mantello del gatto orientale presenta  pelo corto e fine, setoso e morbido al tatto; molto aderente al corpo, non deve presentare troppo sottopelo. Sono considerati difetti tracce di tigratura nelle varietà a colore uniforme; sfumature gialle o marroni negli occhi; ruvidità del mantello, eccessiva lunghezza e presenza di abbondante sottopelo.

Il mantello semilungo del mandarino, è ben aderente al corpo e setoso per la scarsezza del sottopelo. I peli sono più lunghi su collo, ventre e coda, i cui peli che la ricoprono si allargano come un pennacchio..

L’alimentazione del gatto orientale

L’alimentazione del gatto orientale deve considerare le necessità nutrizionali di una varietà così vivace e attiva. È consigliabile impostare una dieta ricca di proteine e grassi, ma povera di carboidrati (perché non facilmente digeribili). Di base è un animale molto goloso e se lasciato nutrirsi da solo, rischia di diventare obeso. Come qualunque altro gatto, è un carnivoro obbligato nato per mangiare carne cruda, questo è sicuramente l’alimento più appropriato per lui. La carne cruda contiene tutte le sostanze di cui il gatto ha bisogno, in particolare la taurina. I benefici riscontrabili con questo tipo di alimentazione sono sia fisici che psichici e si possono notare nella qualità delle feci, nella lucentezza del pelo e nei denti, meno colpiti dal tartaro rispetto ad altri tipi di alimentazione, pare inoltre che un gatto che si nutre di cibo naturale,    si ammali meno. Però la BARF (acronimo di Bones and Raw Food che significa Ossa e Cibo Crudo) possiede anche degli svantaggi: appetibilità più bassa rispetto al cibo industriale, una maggiore predisposizione ad alcune infezioni del tratto intestinale, qualora il cibo non sia di qualità eccelsa e un costo leggermente più alto rispetto ad altri prodotti industriali. D’altra parte i cibi secchi, molto comodi soprattutto d’estate in quanto si mantengono inalterati nella ciotola per ore, hanno un tasso di carboidrati generalmente elevato rispetto al massimo 4-5% di cui ha bisogno il gatto. Il cibo umido, anche industriale, purchè di ottima qualità, presenta il vantaggio di favorire l’idratazione. Non presenta particolari problemi di obesità, se gli lasciamo del cibo a disposizione, lo consuma secondo le sue esigenze, senza mai eccedere.

Il carattere del gatto orientale

Possiamo definirlo molto socievole ed intraprendente, sempre pronto a mettersi in mostra, e a seguirvi in ogni spostamento per partecipare ad ogni attività di casa. Prende attivamente l’iniziativa per le coccole e per i giochi. Questo gatto è caratterialmente molto forte. Mai provare ad avvicinarlo senza assicurarsi prima di farsi conoscere bene, soprattutto se volete imporgli qualche ordine; ascolta solo la voce del proprio padrone, che sceglie e che sarà l’unica persona che può impartirgli ordini, non importa da quante persone è composta la famiglia, sceglierà una sola persona e solo a lei presterà ascolto. Nonostante ciò si dimostra socievole, basta superare le difficoltà del primo approccio. Di indole vivace, non stupitevi se vorrà giocare anche ini orari notturni assurdi, è così, giocherellone oltre ogni misura. In casa non riesce a vivere molto bene almeno che non ci sia un giardino o uno spazio verde.

Di quali cure ha bisogno il gatto orientale

Il pelo corto dell’orientale richiede poche cure: è sufficiente una spazzolata ogni settimana con una spazzola morbida. Durante il periodo della muta è consigliabile usare un panno di camoscio per rimuovere con delicatezza il pelo morto. Tutti i tipi di malattie provocati da spifferi di aria fredda interessano la vita di questo gatto. Raffreddore, febbre , bronchite e polmonite, sono solo alcune delle malattie che possono provocargli gravi danni. Tuttavia se già effettuate le giuste vaccinazioni e in inverno non gli fate mai mancare vitamina C, il rischio di esser contaminati da queste malattie si riduce al minimo.

La riproduzione del gatto orientale

Il comportamento riproduttivo del gatto orientale non è dissimile da quello di altre varietà di gatto domestico; una loro particolarità e la precocità: le femmine hanno il ciclo estrale due o tre volte all’anno, già a partire  dal quinto mese di vita, mentre i maschi possono alla stessa età, segnare il territorio con gocce di urina ed emettere forti richiami vocali.

 

Disclaimer: la descrizione qui riportata è stata realizzata tenendo conto dei principali standard. L’uso dei disegni è stato gentilmente concesso da ICB (International Cat Book) e i contenuti sono protetti dalla Creative Commons License – Attribuzione non commerciale, non opere derivate.

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