L’amicizia tra uomo e gatto. Il significato dei loro miagolii

Contrariamente a quel che capita con i cani, in molti spesso hanno difficoltà a relazionarsi con i gatti. Non riescono intuitivamente a comprendere sia il loro linguaggio vocale, sia il loro linguaggio corporeo e l’atteggiamento mentale che i gatti assumono nei confronti degli umani.

Il gatto, a differenza del cane, manifesta verso l’uomo una convivenza emancipata, come se volesse costantemente dirci “sì, ti voglio bene, ma lasciami fare a modo mio”. Puntualmente sono considerati da chi non li conosce,  per individualisti, se non asociali ed egoisti, si ritiene che la loro sia un’amicizia venale, che il loro vero interesse sia per la casa e per il cibo. Ancor oggi si sente dire che il gatto non è un animale sociale e che dedicarsi alla relazione con lui è tempo perso: niente di più sbagliato.

Ma perchè è poco intuitiva l’amicizia tra uomo e gatto? Qual’è il significato dei loro miagolii?

Alcuni gatti, anche in base alla varietà e alla genetica, miagolano tanto, tipo il siamese e tutti i tipi definiti orientali, altri sono abbastanza silenziosi, ad esempio i maine coon, i persiani e i norvegesi delle foreste. Chi possiede gatti, sa benissimo che sono in grado di produrre molti tipi di miagolii diversi, ad ognuno dei quali corrisponde una specifica richiesta e lo fanno, anche le varietà di gatto domestico solitamente ritenute meno ciarliere. Il linguaggio vocale dei gatti va dal grido di sfida, a miagolii quasi sussurrati. I miagolii variano a seconda del luogo, del contesto e della capacità o voglia di comunicare del gatto; gli etologi ne hanno contati all’incirca un centinaio, che si possono idealmente suddividere in sette tipi principali: di collera, espressa di solito con un sibilo simile a quello di un serpente o con gemiti; di sofferenza,  espressa con miagolii acuti; di paura, espressa con suoni di gola simili a  brontolii; di frustazione, espressa con un tichettio continuo dei denti; di benessere e amicizia, che sono espresse solitamente con le fusa, che però meritano un discorso più ampio; la richiesta di attenzioni, che di solito è fatta dai cuccioli tramite mugolii sommessi; se vuole che lo seguiamo, ce lo comunica emettendo una sorta di trillo ascendente. Tra i tanti vocalizzi emessi dai gatti, vi sono anche il lamento, il ringhio, il soffio. Nelle comunicazioni con i suoi simili, il gatto utilizza spesso suoni ad alta intensità, differentemente dalle altre comunicazioni che sono a bassa intensità. I gattini  neonati che vogliono del cibo, richiamano la mamma emettendo miagolii insistenti e ripetitivi. Se il gatto miagola una sola volta mentre gli parliamo, ci sta salutando, ci dice “ciao! sono contento di vederti”; se lo ripete a distanza di tempo, vuole entrare in comunicazione con noi. Se ci accoglie con un miagolio e uno sbadiglio, si tratta di un saluto affettuoso, spesso associato da un allungamento come per sgranchirsi. Se il miagolio è preceduto da un suono simile ad un prr, il gatto ci saluta e mostra il suo piacere nel vederci. Un miagolio secco esprime fastidio; il gatto intento a guardare fuori dalla finestra  mentre emette particolari brevi miagolii, è concentrato sulla preda. Ma se il gatto miagola troppo? Nel caso il vostro gatto cominci a miagolare troppo, è importante capirne le ragioni, così da provvedere a risolvere la situazione. Spesso è solo una richiesta di attenzione oppure vuole esprimere un disagio: lettiera sporca, fame, porta chiusa; nelle femmine in estro, l’incessante ma temporaneo miagolio, serve ad attirare partner sessuali. In questi casi, meglio far finta di nulla e prestargli attenzione solo quando è tranquillo, altrimenti capirà che se miagola  ottiene attenzione e si entrerà in un circolo vizioso. La stessa cosa capita con la richiesta di cibo. E’ importante nutrirlo solo quando avrà smesso di  miagolare. Possono miagolare molto di notte gatti anziani e disorientati, che esprimono così il loro malessere; potrete risolvere l’inconveniente lasciando una piccola luce accesa. Ci sono però altre cause che portano il gatto a miagolare troppo: le malattie. In ogni caso, se volete stringere amicizia con il gatto, non cercate di dominarlo. Un sano rapporto con il vostro gatto, non sarà mai di accondiscendenza, ma un  continuo gioco delle parti : ora sono il cucciolo che viene sulle tue ginocchia a impastare e tu sei la mamma; ora viceversa, sono la mamma e ti porto un topino per insegnarti a cacciare; ora sono un predatore e tu sei la preda e ti attacco alle caviglie, ora sono io la preda e mi faccio rincorrere da te. Il rapporto con il gatto è un’avventura unica, ogni volta differente.

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