Storia dell’evoluzione e classificazione della famiglia dei  FELIDAE

La storia dell’evoluzione della famiglia dei Felidi è ancor oggi resa difficoltosa dalla mancanza di reperti fossili utili a fornire una storia evoluzionistica inequivocabile. Di pari passo anche la classificazione dei Felidi è  oggetto di numerose revisioni.

rappresentazione artistica di Proailurus-lemanensi

Sulla base di nuovi reperti fossili ritrovati e altrettante revisioni tassonomiche, si è giunti a ritenere che i  felidi primitivi si svilupparono nel corso dell’Oligocene, circa 30 milioni di anni fa, a partire da antenati simili a Viverridi. Questi “gatti” arcaici, come Proailurus, rinvenuto in Francia, avevano un corpo lungo e zampe più corte rispetto ai felidi attuali, con dentatura primitiva. Tra 20 e 9 milioni di anni fa, si incontrano i primi felidi del genere Pseudaelurus; della taglia di un puma,

rappresentazione artistica di pseudaelurus sp.

che abitavano l’Europa.  All’inizio del Miocene superiore, 8 milioni di anni fa, compare il genere Styriofelis. La storia tassonomica di Styriofelis, è piuttosto confusa: gli studiosi dell’Ottocento classificavano  le specie dei primitivi felidi del Miocene,  all’interno del genere Felis.  Nel 1929 fu istituito da Miklós Kretzoi il genere Styriofelis, per accogliere la specie Felis. Nel corso del Novecento però, la tendenza fu quella di includere  queste specie nel genere Pseudaelurus. Solo negli anni 2000 alcune revisioni (Ginsburg,

rappresentazione artistica di Styriofelis

2002; Werdelin et al., 2010) “riabilitarono” Styriofelis  come genere a sé stante, sottolineando le differenze nella dentatura tra i due generi: attualmente Pseudaelurus è considerato il capostipite della linea evolutiva che condurrà alle tigri dai denti a sciabola, mentre Styriofelis è ritenuto uno dei primi rappresentanti dei felini propriamente detti. Nel 2012 è stata descritta una specie, Styriofelis vallesiensis, di particolare interesse poiché dotata di caratteristiche intermedie tra i Styriofelis e i “gatti” del genere Pristifelis, che comparvero verso la fine del Miocene; questi erano felini di tipo decisamente più moderno, come Pristifelis attica.

rapresentazione grafica di Felis attica

Un’altra recente scoperta è stata fatta nell’estate del 2010, dal team del prof. Jack  Seng dell’American Museum of Natural History di New York, il quale si è imbattuto nel cranio fossile appartenente al più antico “grande gatto” conosciuto, vissuto in Tibet ed antenato ancestrale dei moderni leoni, tigri e leopardi. La specie è stata classificata con il nome scientifico di Panthera blytheae, sarebbe vissuta tra i quattro e i sei milioni di anni fa nelle fredde regioni himalayane: la scoperta da risalto alla teoria secondo la quale, i felini del genere Panthera proverrebbero dall’Asia anziché dall’Africa. Se la tassonomia dei felini ancestrali è complessa, quella dei moderni rappresentanti di questa famiglia non è da meno. Nel corso degli anni sono state fatte numerose revisioni, diverse specie sono passate da un genere ad un altro oppure da specie sono divenute sottospecie. Una recente revisione, basata su ricerche del DNA, ha portato ad istituire la specie del leopardo nebuloso del Borneo; ritenuto fino a poco tempo fa, una semplice sottospecie del leopardo nebuloso e a rivedere completamente la classificazione dei rappresentanti del genere felis. La tavola illustrata la classificazione attuale della famiglia dei felidi.

 

 

Bibliografia

 

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